| DERIVA
- - - - - - - - - RAFFAELLA FORMENTI |
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Deriva:
perdere controllo, riprendere controllo, lasciarsi condurre dalla casualità,
tornare sulla rotta restando vigili alle suggestioni dell’ambiente.
Navigare nella realtà come si fosse all’interno di un cervello
elettronico con molle scattate in libertà: la passione e la strategia
estetica dell’artista Raffaella Formenti (Brescia- 1955) significano
in prima istanza raccolta di messaggi, relitti e frammenti, impressioni
passeggere e citazioni della vita quotidiana, rappresentate da una valanga
cartacea pubblicitaria, imballaggi, informazioni e indicazioni che ci
bombardano continuamente, della cui assurdità e „nonsense“
solitamente non ci accorgiamo nemmeno. Formenti agisce quasi come spia,
come spirito saggio, analizzatore o „agent provocateur“,
mirando a risvegliare la nostra percezione addormentata e narcotizzata.
Sembra perdersi, e proporci di ritrovarci vagabondando nel delirio di
illusioni, in una sorta di fantascienza incantata. O incartata? L’azione artistica inizia strappando, deturpando il “packaging” e le promesse strabilianti dei deplìants, le facciate dei cartoni di ortofrutta, le brochures e ogni specie di comunicazione commerciale. Distorcendone il contesto originale ne rivela il lato comico e la perversione del linguaggio codificato, mutilato e assoggettato ad un consumismo sempre più estremo, illimitato. Creando un nuovo elemento modulare per la costruzione della sua opera, il pixel, innesta la trasformazione della materia cartacea in tessere cromatiche di un mosaico mai terminabile. Risultato: accumulazioni scultoree, assemblaggi tridimensionali, installazioni che aggrediscono lo spazio, rilievi e oggetti da parete anche di qualità pittorica e coloristica, intrecciati con raffinatezza e poesia in composizioni complesse, ricche di riferimenti. Lo spettatore viene sollecitato da spezzoni di frasi (“Tutto speciale”, “Gratis”, “Vincere” ecc.), da frammenti d’immagine, da un invito a giocare con fili e tasti senza funzione, simulazione di un fantasioso colloquio fisico con una rete in realtà inesistente, un navigare sempre più a vista.
Nel
1992 nasce la prima “Torre informatica”, nel 1997 l’artista
partecipa alla mostra “TRASH: quando i rifiuti diventano arte”
al MART di Rovereto a cura di Lea Vergine, ancora nel 1996/97 prende
parte ad “Escatologica”, allestita in varie sedi a cura
di Roberto Peccolo, negli anni 2000-2001 partecipa al progetto “Doppio
Triangolo” e viene scelta per rappresentare l’Italia in
una serie di mostre in Slovacchia, Italia, Svizzera. Invitata da Martina
Corgnati al III Premio Internazionale di Scultura Regione Piemonte,
è segnalata tra i dieci finalisti, con il progetto “Regard
d’ailleurs”. In questo periodo propone improbabili motori
di ricerca del lavoro con il titolo “www.travagliare.com”,
sito virtuale in rete e sito reale in occasione della mostra “030,
arte da brescia”, curata da F. Paris e F. Tedeschi nel 2003.
Fa parte di numerose esposizioni, fra le quali “Pleinair 2004”
a Darmstadt (Germania), “Segnali inquieti” alla Galleria
Peccolo, Livorno.
L’arte
di Raffaella Formenti è dunque ora in rotta verso Desenzano,
e in occasione della mostra sarà esposto anche un suo “Dardo
d’acqua”, scelto da Fraglia Vela come Trofeo per la regata
conclusiva del Circuito Eni-Vodafone 2007, Le Grandi Classiche del
Garda che si disputerà a Desenzano il 23 settembre. |